Como lago di como

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Como lago di como

Como

COMO:

Capoluogo di provincia e principale località conferisce il proprio nome sia al lago, sia al ramo che su di esso termina. E’  raggiungibile a occidente tramite l’autostrada A9 dalla direzione nord-sud e dalle altre direzioni tramite le numerose strade provinciali che da qui si dipartono. Le stazioni ferroviarie sono due Como San Giovanni e Como Lago, c’è inoltre per gli idrovolanti l’idroscalo internazionale di Como e la città è comunque collegata alle altre sponde del lago con dei battelli. Como fa inoltre parte a nord di un oasi del WWF e con la funicolare è possibile raggiungere Brunate attraverso una finestra panoramica.

Il territorio è suddiviso in varie frazioni: Albate, Breccia, Camerlata, Camnago Volta, Cardina,  Civiglio, Garzola, Lora, Monteolimpino,  Muggiò, Ponte Chiasso, Prestino, Rebbio, Sagnino, Tavernol.

Un tempo popolata dai Galli, venne conquistata dai Romani che la colonizzarono, ne aggiunsero colture agricole e la ampliarono costruendone le prime fortificazioni. Poi fu oggetto di invasioni barbare e nel medioevo protagonista di una guerra contro Milano. Infine seguirono dominazioni spagnole, francesi e austriache, che furono duramente avversate dalla popolazione.

Da visitare sono: l’imponente cattedrale gotica di Santa Maria Assunta del XIV secolo, che fonde assieme  Duomo, torre cittadina e Broletto, un luogo ideato per l’attività assembleare cittadina che divenne sede dei podestà per l’amministrazione della giustizia. I criteri costruttivi sono simili a quelli adottati per la cattedrale di Milano e gli interni sono ricchi di statue, dipinti, decorazioni, anche in stile barocco; la romanica basilica di San Carpoforo dell’XI secolo, la prima con questo titolo nella diocesi, utilizzato nel medioevo anche come monastero; la basilica romanica di Sant’Abbondio dell’XI secolo ricostruita su un monastero esistente, ebbe un periodo di abbandono nel XIX secolo, ma fu poi recuperata e oggi è sede universitaria. E’ ricca di bassorilievi e affreschi del ‘300 con colonne e porticati maestosi, anche in stile corinzio; la romanica basilica di San Fedele del X secolo, riedificata su di una chiesa più antica e ispirata alla cappella palatina di Aquisgrana, è stata restaurata nel secolo scorso e conserva interni barocchi e un’interessante cupola ottagonale; la chiesa di Sant’Agostino del XIV secolo dal gusto barocco-rinascimentale sorge vicino al lago ed è l’unico esempio di architettura cistercense nei paraggi; la chiesa di San Giacomo dell’XI secolo con l’inusuale facciata a capanna color ocra, ma interni tipicamente romanici di gusto; il santuario del ss. Crocifisso del XVII secolo, nei pressi della pinacoteca, costituito da una porta centrale e due laterali inclinate e con interni in neobarocco; l’ermo benedettino di San Donato del XV secolo a metà strada verso Brunate, ricco di statue e affreschi; il monumento ai caduti in riva al lago, un torrione dotato di finestre, una gradinata che termina su un cancello e ricoperto in pietra; in Piazza Cavour il monumento in acciaio “The Life Electric”, dedicato allo scienziato concittadino Alessandro Volta, cui è anche intitolato un museo scientifico il “Tempio Voltiano”, un edificio in stile palladiano misto a neoromanico che contiene l’esposizione dei lavori del geniale scienziato; il museo archeologico Povio, quello storico Garibaldi, quello didattico della seta, il principale prodotto industriale lavorato ed esportato e la pinacoteca di Palazzo Volpi; le Terme romane, un interessante complesso archeologico in uso nei secoli I-III, poi progressivamente smantellato per creare una necropoli di cui oggi è visibile una parte; la necropoli della Ca’ morta vicino a Breccia; inoltre sono presenti delle zone archeologiche a Breccia, Prestino e Rondineto e dei resti di Villa Terragni di epoca romanica.

Fra gli avamposti creati a scopo militare vi sono: Castel Baradello, orientato a sud-ovest del VI secolo, costruito in epoca bizantina è un complesso comprensivo di torre romanica, di una torre minore, mura, cappella di San Nicolò e alloggi, da cui si domina tutto il territorio sottostante e si può godere di vasta panoramica. La sua ideazione rispondeva alla funzione di controllo, avvistamento e segnalazione nella direttrice che da Milano portava verso la Germania, anche in chiave doganale. La sua conformazioni subì nel tempo modifiche e oggi appartiene al parco della Spina Verde ed è visitabile su prenotazione; le mura perimetrali del centro, oggi parzialmente sopravvissute, concepite da Giulio Cesare come parte di una più complessa struttura difensiva, cui facevano parte anche l’insieme dei tre accessi alla città: Porta Nuova a ovest, Torre di San Vitale a est e Porta Torre in centro.

Tra le numerose ville, la più celebre è sicuramente Villa Olmo, una costruzione neoclassica appartenente precedentemente all’aristocrazia, che divenne pubblica e infine posseduta dal Centro, che ne organizza i propri convegni. Poi ci sono numerose ville non visitabili:  Villa Brambilla,  Villa Gonzales Cantaluppi, Villa Dossi Pisani, Villa Dozzio del XIX secolo e Villa Zucchi del XX secolo di proprietà privata abitate; Villa Fiori e Villa Celesia del XIX secolo adattate rispettivamente ad albergo e casa albergo per anziani; Villa Sforni del XVIII secolo in cui vengono affittati appartamenti per villeggiature; Villa Gallia del XVII secolo e Villa Saporiti del XVIII destinato agli uffici amministrativi; Villa Volonté e Villa Sucota del XIX secolo e Villa Musa del XX utilizzate dall’associazionismo; Villa Gallietta e Villa Parravicini Revel del XIX secolo affittabili per eventi.

Conserva il cuore di una realtà industriale recentemente parzialmente convertita al terziario, grazie alle iniziative di nuovi festival e manifestazioni, affiancate ai già esistenti palio e altre tradizioni.

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